KEVIN TEMPESTINI INTERVISTATO A “L’ITALIA CHE VA”

Domanda: Abbiamo parlato di servizi per le imprese. Lei è Amministratore Delegato e fondatore di una realtà che si dedica in particolare a questo. Il confronto tra imprenditori e manager quale stadio ha raggiunto oggi e qual è la vostra proposta, anche in occasione del convegno che si tiene il 24 novembre a Firenze, a Palazzo Budini?

Kevin Tempestini: Noi ci occupiamo dei rapporti tra la piccola e media impresa italiana con il mercato dei capitali e quello bancario. In quest’ottica incontriamo aziende che vivono questo passaggio, ovvero che passano da una gestione di tipo autorevole, ma per certi versi unica, del fondatore, a una in cui sono coinvolti i figli e, accanto a loro, i manager. Quindi c’è un’apertura, sia per quel che riguarda le deleghe sia per l’interazione con l’esterno. Sul programma di crescita spesso incontriamo aziende di questo tipo, che solitamente proponiamo alla Borsa, la quale ha creato un sistema di formazione di un segmento chiamato Elite, che ha proprio lo scopo di supportare insieme a consulenti come noi, tale passaggio.

D: Un passaggio dunque che diventa anche strategico, come lei accennava, tra un capitalismo familiare, anche nella piccola impresa, verso quale obiettivo di fatto in questo processo che abbiamo definito di managerializzazione?

KT: L’obiettivo, di solito, è favorire la crescita e per favorire la crescita serve spesso il supporto crescente di istituti finanziari, oppure serve finanziare programmi di sviluppo, magari attraverso l’emissione di mini-bond, oppure attraverso la quotazione in borsa. Tutti questi percorsi richiedono l’apertura di capitale. D’altra parte chi finanzia queste aziende o chi si prepara a sottoscrivere un grande aumento di capitale in caso di quotazione, apprezza sempre di più se accanto al fondatore e ai suoi eredi si trova anche un management specialistico, tra virgolette indipendente e non legato alla famiglia, che si riveli in grado di assicurare una maggiore professionalità, soprattutto quando si parla ad esempio di acquisizioni oppure di internazionalizzare ancora di più la propria attività.

D: Si parla della natura delle piccole e medie imprese che a volte sono poco capitalizzate e quindi anche poco pronte all’internazionalizzazione per la scarsità dei mezzi, ma talora anche per l’inadeguatezza di cultura e di competenza in materia. Quali sono allora i bisogni che si rinvengono per un approccio manageriale che risulti lungimirante e per anche un’acquisizione di una dirigenza che abbia e sappia dimostrare le abilità per leggere i mercati, la flessibilità, per adeguare anche le risposte delle aziende agli stimoli che provengono dal mercato?

KT: Il dato da lei citato è proprio oggettivo. In generale è il sistema italiano delle piccole e medie imprese ad essere sotto capitalizzato rispetto a quello presente per esempio in Germania o in Francia. Quindi, a parità di fatturato e di dimensione, le nostre imprese hanno più debiti e meno capitale. Questo è parte dei problemi e delle ragioni per cui le nostre imprese hanno sofferto anche più del dovuto nel passato, quando il credito è improvvisamente rallentato a seguito dell’inizio dell’ultima crisi nel 2009/2010. Guardando avanti, visto che adesso siamo tutto sommato in una fase di una certa ripresa economica, la sfida per questo tipo di aziende è quella di ricapitalizzarsi allo scopo di passare da un gioco di difesa ad un gioco in attacco e noi vediamo che alcune di queste sono particolarmente aggressive, in senso positivo, nel cercare di conquistare quote di mercato sempre più crescenti, in particolare all’estero, e per fare questo hanno bisogno di mezzi finanziari e di management. Mezzi finanziari ricavati dai mercati, in questo caso, attraverso iniziative legate ai mini-bond e, per certi versi, anche l’AIM ha permesso a qualche decina di imprese di piccole e medie dimensioni di quotarsi al fine di raccogliere dei fondi. A livello di crescita manageriale l’attrazione dei talenti, che rimane difficile, è possibile quando le aziende sposano, per esempio, una quotazione. A quel punto i manager che entrano in un’azienda che prepara un percorso di quotazione nei due o tre anni successivi, sicuramente hanno da questo punto di vista stimoli importanti e, di conseguenza, un’azienda attrarrà, a parità di dimensioni, management di più alto livello, rispetto a chi non si quota.

D: In conclusione: c’è fiducia, c’è attesa, c’è anche un’aspettativa rosea per questo prossimo futuro dopo gli anni di congiuntura sfavorevole di crisi vera e propria, come sottolineava dal 2009 in poi?

KT: Direi che questo segmento trasversale, di chi fa industria di piccole e medie dimensioni, sicuramente adesso è in condizioni operative migliori degli ultimi anni. Le sfide che ha sono quelle citate prima. Nel convegno che si terrà a Firenze il 24 novembre abbiamo selezionato aziende che fanno parte di vari settori e abbiamo affiancato, e questo è abbastanza unico, esponenti della famiglia a esponenti di management in modo da aspettarci che ci raccontino, in quanto casi di successo, come hanno iniziato a collaborare insieme, come si sono trovati e poi come hanno, in molti casi, solidificato attraverso il loro rapporto le prospettive delle loro aziende.

LUCISANO MEDIA GROUP PRONTA A SBARCARE SU PIAZZA AFFARI

Lucisano Media Group, una delle più antiche case di produzione e distribuzione cinematografica, è pronta ad approdare a Piazza Affari. Come consulente dell’operazione è stato scelto lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, che sarà coadiuvato da Methorios Capital, KT&Partners di Kevin Tempestini e Deloitte. L’obiettivo principale di Lucisano, nel medio periodo, resta il passaggio sul listino principale della Borsa. Nel frattempo, Lucisano Media Group ha raggiunto un accordo con Warner Bros Italia per la produzione associata di Noi e la Giulia, il prossimo film di Edoardo Leo, che sarà distribuito nelle sale a partire da gennaio 2015.

EQUITA SIM AFFIANCA KT&PARTNERS NELLA CONSULENZA FINANZIARIA A LEONE FILM GROUP

A partire dal 1° giugno, Equita Sim assumerà il ruolo di “Corporate Broker” per Leone Film Group, la casa di distribuzione e produzione cinematografica fondata dal grande regista e gestita dai figli Andrea e Raffaella. Equita Sim, che si affiancherà a KT&Partners di Kevin Tempestini, che assiste la società dalla sua quotazione, si occuperà della promozione presso gli investitori istituzionali.

Per maggiori informazioni:

http://finanza.lastampa.it/notizie/0,626546/Leone_Film_Group_Equita_Sim_nominato_Corporate.aspx?refresh_ce

LE ECCELLENZE DEL MADE IN ITALY, EVENTO ORGANIZZATO DA INTERMONTE E KT&PARTNERS

Si è tenuto il 13 e il 14 marzo a Bologna “Le Eccellenze del Made in Italy”, evento organizzato da Intermonte in collaborazione con KT&Partners, la società di consulenza finanziaria guidata da Kevin Tempestini. Il meeting, che si è svolto presso l’hotel “Palazzo di Varignana”, è nato con l’obiettivo di attirare l’attenzione degli investitori sulle eccellenze del nostro Paese, vale a dire tutte quelle società, quotate in Borsa, che rappresentano un fiore all’occhiello della nostra economia.

IL MERCATO DEI MINI-BOND: KEVIN TEMPESTINI INTERVIENE SULL’ARGOMENTO

Il quotidiano economico Milano Finanza ha condotto un’indagine sui principali attori coinvolti nel processo di strutturazione, emissione, collocamento e quotazione dei mini-bond e dei relativi costi. Figura chiave nella gestione di questa operazione è l’advisor, che ha la funzione di mettere in contatto l’azienda con l’agenzia di rating per la valutazione. Un mini-bond ha un costo annuale più contenuto rispetto a quello di una cambiale finanziaria, la cui scadenza è nell’ordine dei 120-180 giorni. Per tale operazione non è richiesto inoltre né uno sponsor né una garanzia.

Intervenendo in merito al ruolo degli investitori, Kevin Tempestini, Amministratore Delegato di KT&Partners, ha sottolineato come l’emissione sottoscritta da un singolo individuo comporti per la società un minor costo di raccolta e un processo più veloce. Lo stesso investitore, a fronte di un rischio maggiore, richiede però un tasso di interesse più alto e maggiori garanzie o una possibilità di ingerenza più alta nel processo decisionale della società.

MINIBOND: KEVIN TEMPESTINI INTERVIENE A UN CONVEGNO ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA VENEZIA

Come si può uscire dalla morsa del credit crunch? A questa domanda ha cercato di dare una risposta il convegno, tenutosi nella giornata del 14 novembre, organizzato dal Gruppo Giovani di Confindustria Venezia. Una soluzione per le piccole e medie imprese italiane potrebbe essere, infatti, l’utilizzo di forme di finanziamento diverse da quelle standard. Nel corso dell’evento è stato presentato un caso esplicativo, quello dell’azienda modenese “Primi sui Motori” che, dopo la quotazione all’Aim (Mercato Alternativo del Capitale), ha emesso un minibond, ovvero un’obbligazione alternativa al credito bancario. Alla tavola rotonda, alla quale hanno partecipato Kevin Tempestini di KT&Partners, Roberto Culicchi dello studio legale Hogan Lovells, Eugenio Namor di Anthilia Capital Partners SGR, Matteo De Poli, professore all’Università di Padova, Alessandro Reggiani di Primi sui Motori e Matteo Zoppas, Presidente di Confindustria Venezia, si è discusso principalmente del nuovo decreto legge che darà vigore ai minibond. Questa forma di finanziamento, utilizzata principalmente dalle grandi aziende, potrebbe presentare potenzialità interessanti anche per le piccole e medie imprese.